Carissimi alunni/e………

Per poter comunicare con voi ho fatto questo video nella speranza di potervi raggiungere tutti nonostante l’imbarazzo nell’utilizzare uno strumento diverso rispetto ai canoni abituali . Lo stop forzato che ci costringe a non frequentare la nostra scuola non farà aumentare la distanza tra di noi ma la assottiglierà facendoci capire quanto siamo simili e vicini nelle fragilità di questo periodo. Vi posso garantire che il pensiero a Voi è costante e quotidiano e mi faccio portavoce anche dei colleghi con i quali c’è un confronto giornaliero. NON VOGLIAMO LASCIARVI SOLI, ma oggi più che mai ci rendiamo conto che dipendiamo da voi giovani, dal vostro senso di responsabilità e di appartenenza. Il consiglio che voglio estendere a tutti è quello di sfruttare questo periodo come una grande opportunità di crescita: umana, professionale ed economica. Non aspettiamo quando tutto questo sarà finito, ma iniziamo da subito il nostro cammino verso la rinascita……………UNITI SI VINCE.

Un grande abbraccio, vi voglio bene…

Aldo Nicolini 

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https://youtu.be/p0SLMaQKN2Q

U.S. Fiorenzuola vs Breno

01/09/19 

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Mister Aldo Nicolini

Al Velodromo di Fiorenzuola si gioca la prima di campionato di serie D girone D. Si affrontano U.S.  Fiorenzuola e Breno che si schierano con un 1-4-3-3 classico e molto simile nell’ impostazione del gioco tenendo gli esterni alti aperti per giocarsi l’ 1 vs 1. La squadra di casa affida la costruzione ai due centrali più play che creano una netta superiorità contro Triglia attaccante centrale del Breno (3 vs 1). Superata la prima linea il tema è quasi sempre una palla in diagonale sulla punta esterna che riceve in ampiezza per andare a puntare; in questo momento sarebbe importante l’inserimento dell’ interno di centrocampo (sovrapposizione interna che crea incertezza al terzino) per la ricerca del 2 vs 1 o far guadagnare tempo e spazio al giocatore in possesso di palla, il terzo giocatore della catena che sta offendendo dovrebbe salire all’ interno del campo andando ad occupare la zona di presidio per lavorare sul recupero immediato della palla dopo un eventuale respinta. Creata questa situazione una possibilità potrebbe essere il ritorno sul play , costantemente libero da pressione per andare a sfondare con forza sul lato debole della squadra che sta difendendo, oppure uno scarico dietro per mettere una palla improvvisa alle spalle della linea che lavora bene di reparto e con coraggio rimane alta dando la netta sensazione di un ottimo lavoro da parte del tecnico camuno su questo particolare. Con la linea che lavora in questo modo la pressione dei centrocampisti dovrebbe essere una conseguenza naturale , invece la scelta del Breno in fase di non possesso è quella di difendere con un 1-4-5-1- con i due reparti molto schiacciati. La prima costruzione permette spesso al  Fiorenzuola di arrivare oltre la linea mediana del campo, a quel punto l’obiettivo dovrebbe essere quello di “separare” per dilatare e allungare la squadra avversaria creando spazio e con pazienza palleggiare muovendo la squadra avversaria. Per esempio con i due interni che prendendo un po’ l’ ampiezza favorirebbero un’ imbucata o verso l’attaccante centrale o sulla punta esterna che viene dentro al campo, completando il lavoro che altrimenti rischierebbe di rimanere incompleto. Dopo l’espulsione i padroni di casa passano inizialmente a un 1-4-3-2 e dal 46′ un 1-4-2-3 coraggioso che mostra una mentalità propositiva degli uomini di Tabbiani e rende la costruzione degli ospiti più difficoltosa. Una situazione diversa e interessante si è sviluppata a sinistra con Guglieri a ricevere palla in ampiezza e smarcamento di Bollini sul fianco lontano del terzino rispetto alla posizione della palla (fuori-linea o come lo definisce El Loco Bielsa Recepciòn a la Espalda del rival ) per poi attaccare la profondità , ricevere e mettere una palla pericolosa in area. Anche in questo caso ottimo il posizionamento del primo centrale in copertura del primo palo che intercetta la palla. Il primo gol nasce da una conclusione da fuori che colpisce il palo con l’attaccante rosso-nero pronto a ribadire in rete da pochi passi e anche in questa occasione  c’è poca pressione sul giocatore in possesso di palla. La prima costruzione del Breno è molto simile a quella descritta in precedenza, e fa capire che le due squadre  provano a giocare ed è un altro spunto interessante della contesa; il Fiorenzuola manda l’interno in pressione sul play, 3 vs 2, costringendo gli avversari ad andare più verso le zone perimetrali o lanciare in diagonale sulla punta esterna  con sovrapposizione del terzino per mettere il cross. Poca presenza in area degli uomini in maglia bianca. Apprezzabile il movimento di rotazione  della catena anche se a volte viene fatto in  anticipo quindi con tempi non corretti e soprattutto non modifica la figura per cui il triangolo rimane formato da due giocatori fuori e uno dentro tanto da non creare  situazioni scomode a chi difende in quella zona di campo. In superiorità numerica e anche dopo essere passati ad 1-4-2-4 il Breno non varia il modo di attaccare e ci sta la palla che va fuori ma per tornare dentro velocemente sulle due punte che con i movimenti classici degli attaccanti vicini potrebbero rompere la linea e attaccargli le spalle alla ricerca di una maggiore incisività. La pericolosità sulle palle inattive fa capire come ci sia una cura di questi particolari e produce anche due gol del Breno annullati per fuorigioco. La partita si chiude con il raddoppio del Fiorenzuola nel recupero che sancisce il 2- 0 finale. 

Aldo Nicolini 

https://aldonicoliniallenatore.wordpress.com/

Asd Virtus Aurora Travagliato Calcio

 

Ieri sera seduta di training formativo per i mister del nostro settore giovanile
Grazie ad Aldo Nicolini per la lezione di tecnica e tattica
Speriamo sia l’inizio di una collaborazione e di buon auspicio per la nuova stagione

https://aldonicoliniallenatore.wordpress.com/2014/05/09/video-la-pressione-dei-centrocampisti/

 

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Mondiale femminile, il mental coach di Barbara Bonansea: “Non mi sorprende, talento autentico”

Mondiale femminile, il mental coach di Barbara Bonansea: “Non mi sorprende, talento autentico”

“Barbara è sicuramente una predestinata. Lo è sempre stata. Il suo percorso calcistico in realtà è stato costellato da prestazioni super nel momento giusto. Non mi stupisce quindi che sia stata proprio la sua determinazione a fare la differenza”. Parola di coach. Anzi, il mental coach. Quello che Barbara Bonansea ha conosciuto tre anni fa, quando giocava ancora nel Brescia, e con il quale ha intrapreso un percorso parallelo a quello calcistico per lavorare su quegli aspetti di sé che proprio non riusciva più a far migliorare.

“Barbara Bonansea è la testimonial ideale del coaching attitudinale a cui mi ispiro” spiega Stefano Pigolotti, che sull’attaccante azzurra impegnata al Mondiale di Francia assicura: “E’ talmente autentica che anche quando si trova sotto i riflettori, è se stessa. Forse cambia solo la modalità comunicativa ma il sentimento, la lealtà e la forza che fa trasparire connotano la sua reale essenza”.

Barbara è la giocatrice del momento dopo le due reti messe a segno all’esordio mondiale delle azzurre, specie per coloro che il calcio femminile lo conoscono poco. Anche perché – come buona parte del gruppo azzurro – va ricordato che vanta già un palmarés piuttosto ricco (quattro Scudetti, tre Coppe Italia, tre Supercoppe e due titoli nazionali Primavera).

“Credo sia calcisticamente un portento non solo per le attitudini tecniche, tattiche e fisiche, ma soprattutto per la convinzione mentale con cui esprime la consapevolezza di ciò che si può permettere e di ciò che deve potenziare – spiega Pigolotti -. I momenti significativi di una calciatrice avvincente come Barbara sono veramente tanti. Credo di poterli identificare, oltre alle tante vittorie, nel trasferimento a Brescia e il successivo trasferimento alla Juventus e ovviamente la storica qualificazione alle fasi finali di questo Mondiale”.

Il successo delle azzurre al fotofinish contro l’Australia, che hanno regalato i primi tre punti del girone Mondiale, aumenta la positività nel gruppo per il prosieguo? Pigolotti non ha dubbi: “Sicuramente sì. Anche se dietro a questo entusiasmo derivante da un risultato inaspettato, potrebbe nascondersi l’insidia dell’appagamento. In realtà così non sarà per due ordini di motivi: il primo è che le ragazze hanno creato un gruppo formidabile e soprattutto molto maturo, capace di rialzarsi nei momenti di difficoltà e, allo stesso tempo, di evitare facili esaltazioni distraenti; il secondo è da ricercarsi nella sapiente guida tecnica di Milena Bertolini che ha saputo conferire a questa Nazionale stimoli, flessibilità e coerenza”.

Il mental coach segue da qualche anno anche Cristiana Girelli, anche lei colonna portante della spedizione azzurra in Francia. “Ha tra le sue caratteristiche la capacità di essere sempre decisiva. E’ anche grazie a un suo goal che abbiamo staccato il pass per essere qui oggi insieme a una Nazione intera ad emozionarci – conclude Stefano Pigolotti -. Cristiana ha una sensibilità e una dedizione tipiche del vero leader e, se anche non segna, mi permette ogni volta che guardo una partita in cui lei gioca di essere certo di non aver sprecato ne il tempo ne i soldi del biglietto. Come si dice dalle nostre parti, è nata pronta. Aspettiamoci quindi, ancora una volta, grandi cose anche da lei”. Parola di coach. Anzi, di mental coach.

Serie D. Forza, tecnica e determinazione: sipario su Francesco Del Carro del Villa Valle, il difensore più forte del momento

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Fonte Bergamo&sport

Intanto Francesco Del Carro  è un nostro lettore,  uno che s’informa sulla partita giocata il giorno prima, attento ai giudizi che gli diamo, che raramente lo fanno arrabbiare visto che è quasi sempre sopra il sette in pagella, quindi il fatto che sia il giocatore più forte e più in forma dell’intera truppa bergamasca in Serie D fa ancora più piacere. C’è anche che il ragazzotto classe 1993 è una scommessa stravinta dal ds Monaci, che nel settembre del 2016 lo ha strappato al Caravaggio per portarlo al Villa Valle, facendolo diventare uno dei calciatori fondamentali dell’ascesa giallorossa, e anche questo per chi scrive è qualcosa di bello.

Sappiamo che qualcuno tra i tifosi biancorossi lo rimpiange, perché Francesco oltre a essere un difensore dai piedi raffinati, di quelli che escono dalla difesa con la testa alta e la palla incollata al piede, pronto a impostare, è anche un ragazzo d’oro, simpatico, sorridente, umile, con addosso la costante voglia di migliorarsi pur essendo fortissimo. Centrale col vizietto del gol, e Pennesi del Pontisola (battuto domenica) ne sa qualcosa, numero 44 sulle spalle, classe e tecnica forgiata dal settore giovanile dell’Uso Calcio, altezza, determinazione, grinta, insomma tutto quello che deve avere in questo momento un centrale difensivo per essere uno dei pochi che spostano gli equilibri nei big match.

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L’anno passato protagonista assoluto della cavalcata del Villa Valle, dopo le positive esperienze giovanili con la maglia del Caravaggio (titolare in Serie D a vent’anni), Francesco Del Carro è nel momento migliore della sua carriera. Domenica ha giocato da dio, “di gran lunga il migliore in campo” nella vittoriosa sfida di Coppa Italia dei giallorossi contro il Pontisola, “preciso in difesa, letale nel gioco aereo, pedina imprescindibile per la formazione di mister Mussa”.

Tre curiosità appena fuori dal pallone: Francesco il lunedì è il primo ad arrivare in edicola per sapere il voto che gli abbiamo affibbiato, ha un fratello, gemello, Andrea, centrocampista, anche lui di grande valore, con cui ha condiviso l’esperienza a Caravaggio, il papà fa il barbiere a Pagazzano e i compagni del nostro centrale difensivo ne sanno qualcosa. Del Carro, oltre a essere il difensore dei sogni in Serie D, si dice sia anche un ottimo parrucchiere.

Matteo Bonfanti

BRESCIA CALCIO FEMMINILE GIOVANISSIME

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Le Giovanissime impattano invece 2-2 sul campo dell’Inter non riuscendo a conservare per due volte il vantaggio raggiunto: Galli finalizza al meglio un’azione corale per la rete che sblocca la gara, Micheli sfiora il raddoppio poco dopo con le nerazzurre che raggiungono l’1-1 su calcio d’angolo. Ad inizio ripresa giunge il 2-1 di Olivini con un gran tiro dalla distanza, ma l’Inter riesce nuovamente a pareggiare con Merlotti che sfrutta una disattenzione centrale della difesa biancoblu e deposita in rete dopo aver scartato anche l’estrema bresciana. Con questo pareggio il Brescia è però campione d’inverno proprio con un punto di vantaggio sull’Inter seconda.
INTER – BRESCIA 2-2
INTER:
Polloni, Fortunati, Maroni (14’ st Vacchini), Pasquali (12’ st Gentile), Del Contrasto, Merlotti, Carravetta (4’ st Zulli), Costa, Carlucci (8’ st Di Bella Di Santa), Pastrenge, De Zen. A disp.: Centragolo, Borghi.
BRESCIA: Cancarini (35’ st Zanaglio), Olivini (21’ st Pellegrini), Gallesi, Nicolini, Miglio, Rizzioli, Algisi (25’ st Licari), Paris (33’ st Zappa), Galli, Farina, Micheli (17’ st Lanzeni). All.: Mazzola.
MARCATRICI: 14’ pt Galli, 22’ pt Del Contrasto; 6’ st Olivini, 16’ st Merlotti.
AMMONITE: Olivini, Merlotti.