Mondiale femminile, il mental coach di Barbara Bonansea: “Non mi sorprende, talento autentico”

Mondiale femminile, il mental coach di Barbara Bonansea: “Non mi sorprende, talento autentico”

“Barbara è sicuramente una predestinata. Lo è sempre stata. Il suo percorso calcistico in realtà è stato costellato da prestazioni super nel momento giusto. Non mi stupisce quindi che sia stata proprio la sua determinazione a fare la differenza”. Parola di coach. Anzi, il mental coach. Quello che Barbara Bonansea ha conosciuto tre anni fa, quando giocava ancora nel Brescia, e con il quale ha intrapreso un percorso parallelo a quello calcistico per lavorare su quegli aspetti di sé che proprio non riusciva più a far migliorare.

“Barbara Bonansea è la testimonial ideale del coaching attitudinale a cui mi ispiro” spiega Stefano Pigolotti, che sull’attaccante azzurra impegnata al Mondiale di Francia assicura: “E’ talmente autentica che anche quando si trova sotto i riflettori, è se stessa. Forse cambia solo la modalità comunicativa ma il sentimento, la lealtà e la forza che fa trasparire connotano la sua reale essenza”.

Barbara è la giocatrice del momento dopo le due reti messe a segno all’esordio mondiale delle azzurre, specie per coloro che il calcio femminile lo conoscono poco. Anche perché – come buona parte del gruppo azzurro – va ricordato che vanta già un palmarés piuttosto ricco (quattro Scudetti, tre Coppe Italia, tre Supercoppe e due titoli nazionali Primavera).

“Credo sia calcisticamente un portento non solo per le attitudini tecniche, tattiche e fisiche, ma soprattutto per la convinzione mentale con cui esprime la consapevolezza di ciò che si può permettere e di ciò che deve potenziare – spiega Pigolotti -. I momenti significativi di una calciatrice avvincente come Barbara sono veramente tanti. Credo di poterli identificare, oltre alle tante vittorie, nel trasferimento a Brescia e il successivo trasferimento alla Juventus e ovviamente la storica qualificazione alle fasi finali di questo Mondiale”.

Il successo delle azzurre al fotofinish contro l’Australia, che hanno regalato i primi tre punti del girone Mondiale, aumenta la positività nel gruppo per il prosieguo? Pigolotti non ha dubbi: “Sicuramente sì. Anche se dietro a questo entusiasmo derivante da un risultato inaspettato, potrebbe nascondersi l’insidia dell’appagamento. In realtà così non sarà per due ordini di motivi: il primo è che le ragazze hanno creato un gruppo formidabile e soprattutto molto maturo, capace di rialzarsi nei momenti di difficoltà e, allo stesso tempo, di evitare facili esaltazioni distraenti; il secondo è da ricercarsi nella sapiente guida tecnica di Milena Bertolini che ha saputo conferire a questa Nazionale stimoli, flessibilità e coerenza”.

Il mental coach segue da qualche anno anche Cristiana Girelli, anche lei colonna portante della spedizione azzurra in Francia. “Ha tra le sue caratteristiche la capacità di essere sempre decisiva. E’ anche grazie a un suo goal che abbiamo staccato il pass per essere qui oggi insieme a una Nazione intera ad emozionarci – conclude Stefano Pigolotti -. Cristiana ha una sensibilità e una dedizione tipiche del vero leader e, se anche non segna, mi permette ogni volta che guardo una partita in cui lei gioca di essere certo di non aver sprecato ne il tempo ne i soldi del biglietto. Come si dice dalle nostre parti, è nata pronta. Aspettiamoci quindi, ancora una volta, grandi cose anche da lei”. Parola di coach. Anzi, di mental coach.

BRESCIA CALCIO FEMMINILE GIOVANISSIME

squadra-giovanissime-brescia

Le Giovanissime impattano invece 2-2 sul campo dell’Inter non riuscendo a conservare per due volte il vantaggio raggiunto: Galli finalizza al meglio un’azione corale per la rete che sblocca la gara, Micheli sfiora il raddoppio poco dopo con le nerazzurre che raggiungono l’1-1 su calcio d’angolo. Ad inizio ripresa giunge il 2-1 di Olivini con un gran tiro dalla distanza, ma l’Inter riesce nuovamente a pareggiare con Merlotti che sfrutta una disattenzione centrale della difesa biancoblu e deposita in rete dopo aver scartato anche l’estrema bresciana. Con questo pareggio il Brescia è però campione d’inverno proprio con un punto di vantaggio sull’Inter seconda.
INTER – BRESCIA 2-2
INTER:
Polloni, Fortunati, Maroni (14’ st Vacchini), Pasquali (12’ st Gentile), Del Contrasto, Merlotti, Carravetta (4’ st Zulli), Costa, Carlucci (8’ st Di Bella Di Santa), Pastrenge, De Zen. A disp.: Centragolo, Borghi.
BRESCIA: Cancarini (35’ st Zanaglio), Olivini (21’ st Pellegrini), Gallesi, Nicolini, Miglio, Rizzioli, Algisi (25’ st Licari), Paris (33’ st Zappa), Galli, Farina, Micheli (17’ st Lanzeni). All.: Mazzola.
MARCATRICI: 14’ pt Galli, 22’ pt Del Contrasto; 6’ st Olivini, 16’ st Merlotti.
AMMONITE: Olivini, Merlotti.

Emilio Tonoli…….. il guerriero che allena i portieri…

emilio-tonoli

Nato a Lodi 11/04/1959.

Allenatore Portieri prime Squadre professioniste e Allenatore UEFA B. 

Squadre allenate:  Fanfulla calcio serie D/4 anni- Fiorenzuola calcio serie D/ 1 anno -F.C. Internazionale sett. giovanile/ 4 anni-Ternana calcio serie B/ 1 anno-Cremonese calcio serie C/ 1 anno-Albinoleffe serie B/ 4 anni-Spezia calcio serie C/ 1 anno-Pergolettese calcio serie/ C 1 anno-Pro Piacenza serie C /1 anno

Portieri allenati:  Fumagalli- Berni- Moreaux- Mondini- Bianchi- Marchetti- Coser- Acerbis-Offredi-Narciso-Pelizzoli-Layeni-Tomasig- Branduani- Bindi-Tornaghi-Bavena- Di Gennaro-Grandi-Montaperto-Spadi-Vagge.

Ermanno Fumagalli il Guerriero della Lega Pro 2015/2016 (by Emilio Tonoli)

Il lavoro con Marchetti e la profezia del 2007 

La stella di Marchetti brilla già da tempo ma quando è ancora ai primi bagliori, nel dicembre 2007, Tonoli conclude la sua relazione. «Se posso fare un paragone, mi ricorda un giovane Buffon, anche se ritengo che sentiremo parlare di un grande Federico Marchetti». Oggi quella relazione vale una pagina Mondiale, ma Tonoli l’aveva già scritto. Tre anni prima.

Mattia Broli vola in Lituania: accordo con il Trakai

Nuova esperienza per il difensore classe ’94 Mattia Broli, che lascia l’Italia per volare in Lituania. Operazione condotta dall’agente Nicola Maffessoli, Broli firma fino al 30 giugno 2017 con il Trakai. Tutto fatto, dal FeralpiSalò alla Lituania. La nuova avventura di Mattia Broli

 

Mattia Broli

Squadra di calcio FERALPISALO’
Ruolo DIFENSORE
Nazionalità ITALIA 
Nato il 04/05/1994
Nato a BRESCIA
Altezza 183
Peso 74

CARRIERA DI BROLI MATTIA

STAGIONE SQUADRA
SERIE PRESENZE
GOAL
TT
SB
SS
G
R
2015-2016 FERALPISALO’ C 1 0 0 1 0 0 0
2014-2015 FERALPISALO’ C 29 2 21 8 6 3 0
2013-2014 FERALPISALO’ C1 10 0 5 5 1 1 0
2012-2013 FERALPISALO’ C1 0 0 0 0 0 0 0
TOTALE 40 2 26 14 7 4 0

Buona stagione Mattia, un grosso in bocca al lupo per questa nuova avventura calcistica, ma soprattutto per questa esperienza lontano da casa, che ti farà ulteriormente crescere come uomo.

Walter Sabatini

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Walter Sabatini un personaggio da studiare , conoscere e seguire.

(M. Calabresi) A Walter Sabatini, per lo Slideshow su Roma Tv, hanno fatto trovare un posacenere, tutti convinti che in un’ora di confessioni si sarebbe sparato un pacchetto di sigarette. E invece no: Sabatini, sapendo di poter fumare, non lo ha fatto. Forse per una reazione tipica del suo carattere controcorrente, sicuramente perché inghiottito dalle foto che gli scorrevano davanti. Lui solo (per un amante di Garcia Marquez, il massimo) con lo schermo, l’ufficio stampa alle spalle, nessuno a intervistarlo: bella idea, quella di lasciar parlare le immagini, soprattutto se a fare le didascalie è un personaggio così. Un d.s. atipico, che gira con due orologi di cui uno puntato sull’orario del Sudamerica, che tanti anni fa «riusciva a ridere spontaneamente ed era più gioioso». In pochissimi lo avevano visto con gli occhi lucidi: ieri, si è scoperto che Sabatini sa anche emozionarsi. Lo fa quando gli mostrano una foto di Renato Curi, l’unica che sa di conservare, dopo aver distrutto tutto il resto dei ricordi di carta. Bambino, giocatore, romanista («C’erano i presupposti per costruirsi una bella storia, ma non è stato così: ero limitato cerebralmente»), compagno di Francesco Rocca («il più grande calciatore con cui abbia mai giocato»), figlio, marito e poi papà di Santiago.

La scelta di Garcia Il nome dato a suo figlio gli ha fatto conoscere Luis Enrique da una prospettiva diversa. «Una persona di un’onestà non replicabile», ma che a Roma ha fallito. Come il Baldinibis, almeno nei risultati sportivi: «Mi ha convinto due volte a scegliere la Roma poi, quando si è dimesso, ho pensato di farlo anch’io, prima di far valere il senso di responsabilità. Ma se fosse rimasto, me ne sarei andato». Invece no, Sabatini è al suo posto, con Pallotta («ha un’intelligenza guizzante, riuscirà in tutto quello che si è messo in testa»): ha preso e visto partire Pastore e Lamela («tifo per loro») e scelto Rudi Garcia, che ha chiesto espressamente di vedere l’intervista fotografica. «Avevamo bisogno di serenità combattiva, di andare in trincea ma con la tranquillità. Gli ho fatto una domanda supplementare, chiedendogli che rapporto volesse costruire con la squadra: mi ha risposto che ama la sua squadra. Due parole decisive».