Uniti per ripartire

Buongiorno a tutti i componenti del gruppo, sono Aldo Nicolini allenatore della Pol. Prevalle militante nel Girone C dell’ Eccellenza Lombarda. Non è mia consuetudine scrivere sui social, ma in questo caso voglio partecipare attivamente alle attività del gruppo stesso esprimendo il mio pensiero. Ringrazio gli amici di Barletta e tutti coloro che hanno contribuito a dar vita a questa iniziativa che ci permette di condividere pensieri e riflessioni provenienti da tutta la penisola; pertanto mi auguro che possa rimanere attivo anche dopo la ripresa dei campionati. Vengo subito al nocciolo della questione esprimendo parere favorevole ad un ritorno in campo in sicurezza con un protocollo attuabile per tutte le società. La preoccupazione principale mia è rivolta ai calciatori che in questo periodo di stop forzato vedono interrotto il loro percorso di crescita che sta provocando un gap importante rispetto a chi in questo momento può esercitare l’ attività calcistica. In questo campionato che è sì regolato dai Comitati Regionali ma con una relazione importante con la serie D , campionato di chiaro interesse nazionale, mi sembra riduttivo non considerare che dall’ Eccellenza salgono 36 squadre ogni anno e che da un certo punto della stagione in poi play-off e Coppa Italia diventano di interesse nazionale ( il riferimento è alle stagioni normali e non a quella attuale). Nei gironi dislocati in tutta Italia ci sono città e società importanti che hanno fatto investimenti per ambire a traguardi prestigiosi, ma anche realtà cosiddette medio piccole che hanno fatto sforzi notevoli per essere competitivi, quindi è normale che attorno a questa categoria vi siano anche degli aspetti economici da considerare, quindi ritengo poco elegante pensare, come ho letto in questi giorni, che gli addetti ai lavori vogliano ripartire solamente per una mera questione di portafoglio. E’ di oggi la notizia che il Ministro Spadafora stia pensando a tamponi e ristori per le società e questo porta una ventata di ottimismo, in attesa di quello che tutto il mondo dilettantistico si augura.

Aldo Nicolini.

U.S. Fiorenzuola vs Breno

01/09/19 

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Mister Aldo Nicolini

Al Velodromo di Fiorenzuola si gioca la prima di campionato di serie D girone D. Si affrontano U.S.  Fiorenzuola e Breno che si schierano con un 1-4-3-3 classico e molto simile nell’ impostazione del gioco tenendo gli esterni alti aperti per giocarsi l’ 1 vs 1. La squadra di casa affida la costruzione ai due centrali più play che creano una netta superiorità contro Triglia attaccante centrale del Breno (3 vs 1). Superata la prima linea il tema è quasi sempre una palla in diagonale sulla punta esterna che riceve in ampiezza per andare a puntare; in questo momento sarebbe importante l’inserimento dell’ interno di centrocampo (sovrapposizione interna che crea incertezza al terzino) per la ricerca del 2 vs 1 o far guadagnare tempo e spazio al giocatore in possesso di palla, il terzo giocatore della catena che sta offendendo dovrebbe salire all’ interno del campo andando ad occupare la zona di presidio per lavorare sul recupero immediato della palla dopo un eventuale respinta. Creata questa situazione una possibilità potrebbe essere il ritorno sul play , costantemente libero da pressione per andare a sfondare con forza sul lato debole della squadra che sta difendendo, oppure uno scarico dietro per mettere una palla improvvisa alle spalle della linea che lavora bene di reparto e con coraggio rimane alta dando la netta sensazione di un ottimo lavoro da parte del tecnico camuno su questo particolare. Con la linea che lavora in questo modo la pressione dei centrocampisti dovrebbe essere una conseguenza naturale , invece la scelta del Breno in fase di non possesso è quella di difendere con un 1-4-5-1- con i due reparti molto schiacciati. La prima costruzione permette spesso al  Fiorenzuola di arrivare oltre la linea mediana del campo, a quel punto l’obiettivo dovrebbe essere quello di “separare” per dilatare e allungare la squadra avversaria creando spazio e con pazienza palleggiare muovendo la squadra avversaria. Per esempio con i due interni che prendendo un po’ l’ ampiezza favorirebbero un’ imbucata o verso l’attaccante centrale o sulla punta esterna che viene dentro al campo, completando il lavoro che altrimenti rischierebbe di rimanere incompleto. Dopo l’espulsione i padroni di casa passano inizialmente a un 1-4-3-2 e dal 46′ un 1-4-2-3 coraggioso che mostra una mentalità propositiva degli uomini di Tabbiani e rende la costruzione degli ospiti più difficoltosa. Una situazione diversa e interessante si è sviluppata a sinistra con Guglieri a ricevere palla in ampiezza e smarcamento di Bollini sul fianco lontano del terzino rispetto alla posizione della palla (fuori-linea o come lo definisce El Loco Bielsa Recepciòn a la Espalda del rival ) per poi attaccare la profondità , ricevere e mettere una palla pericolosa in area. Anche in questo caso ottimo il posizionamento del primo centrale in copertura del primo palo che intercetta la palla. Il primo gol nasce da una conclusione da fuori che colpisce il palo con l’attaccante rosso-nero pronto a ribadire in rete da pochi passi e anche in questa occasione  c’è poca pressione sul giocatore in possesso di palla. La prima costruzione del Breno è molto simile a quella descritta in precedenza, e fa capire che le due squadre  provano a giocare ed è un altro spunto interessante della contesa; il Fiorenzuola manda l’interno in pressione sul play, 3 vs 2, costringendo gli avversari ad andare più verso le zone perimetrali o lanciare in diagonale sulla punta esterna  con sovrapposizione del terzino per mettere il cross. Poca presenza in area degli uomini in maglia bianca. Apprezzabile il movimento di rotazione  della catena anche se a volte viene fatto in  anticipo quindi con tempi non corretti e soprattutto non modifica la figura per cui il triangolo rimane formato da due giocatori fuori e uno dentro tanto da non creare  situazioni scomode a chi difende in quella zona di campo. In superiorità numerica e anche dopo essere passati ad 1-4-2-4 il Breno non varia il modo di attaccare e ci sta la palla che va fuori ma per tornare dentro velocemente sulle due punte che con i movimenti classici degli attaccanti vicini potrebbero rompere la linea e attaccargli le spalle alla ricerca di una maggiore incisività. La pericolosità sulle palle inattive fa capire come ci sia una cura di questi particolari e produce anche due gol del Breno annullati per fuorigioco. La partita si chiude con il raddoppio del Fiorenzuola nel recupero che sancisce il 2- 0 finale. 

Aldo Nicolini 

https://aldonicoliniallenatore.wordpress.com/

Asd Virtus Aurora Travagliato Calcio

 

Ieri sera seduta di training formativo per i mister del nostro settore giovanile
Grazie ad Aldo Nicolini per la lezione di tecnica e tattica
Speriamo sia l’inizio di una collaborazione e di buon auspicio per la nuova stagione

https://aldonicoliniallenatore.wordpress.com/2014/05/09/video-la-pressione-dei-centrocampisti/

 

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Da Allenaremania

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Last name: Nicolini 
First name: Aldo 
Birth date​: 25/08/1968 ( 50 y.o.)
Birth country: Italy
Passport Country: Italy
Licence : UEFA A

ALDO NICOLINI titolare del sito https://aldonicoliniallenatore.wordpress.com/

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Chi sono

Buonasera a tutti i lettori del portale allenaremania.com

Con grande orgoglio ufficializziamo un grande acquisto per quanto riguarda lo staff dei collaboratori del sito.

Si tratta di Aldo Nicolini. Tecnico con abilitazione Uefa A.

Ha iniziato l’attività di allenatore all’età di 25 anni partendo dalla scuola calcio dell’A.C.Lumezzane, che militava nei professionisti; di anno in anno prosegue nelle varie categorie giovanili fino a passare agli allievi del Brescia Calcio e successivamente alla primavera della’U.S. Cremonese dove dopo alcuni mesi viene chiamato in prima squadra come collaboratore tecnico e preparatore atletico in categorie importanti come la C1 e la serie B.

In quel periodo cresce molto dal punto di vista professionale allenando giocatori importanti e affiancando allenatori capaci dai quali cerca di recepire tanti particolari e piccoli segreti affinando la sua cultura del lavoro.

Fu Luciano Zanchini ,già vice di Cesare Prandelli a Venezia e Verona, a spingerlo a diventare capo allenatore vedendo in lui le caratteristiche tecnico tattiche e di leadership necessarie per la conduzione di una prima squadra. La doppia professione di docente e allenatore esercitata in questi anni gli ha permesso di sviluppare competenze trasversali importanti da mettere al servizio del gruppo di lavoro. Da sempre riprende allenamenti e partite, dai quali ritaglia alcuni video che allega come link; che successivamente riguarda per cercare di migliorare i particolari individuali e di reparto.

Allenare per lui oggi è diventato uno stile di vita che gli permette di crescere come persona.

BENVENUTO MISTER

Mister Nicolini inoltre gestisce un suo blog personale:
aldonicoliniallenatore.wordpress.com

CV:
Il mio percorso.

VIDEO TECNICA :
principi di fase offensiva 
Fase difensiva
La pressione dei centrocampisti
Uno contro uno
Panchina d’oro

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Serie D. Forza, tecnica e determinazione: sipario su Francesco Del Carro del Villa Valle, il difensore più forte del momento

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Fonte Bergamo&sport

Intanto Francesco Del Carro  è un nostro lettore,  uno che s’informa sulla partita giocata il giorno prima, attento ai giudizi che gli diamo, che raramente lo fanno arrabbiare visto che è quasi sempre sopra il sette in pagella, quindi il fatto che sia il giocatore più forte e più in forma dell’intera truppa bergamasca in Serie D fa ancora più piacere. C’è anche che il ragazzotto classe 1993 è una scommessa stravinta dal ds Monaci, che nel settembre del 2016 lo ha strappato al Caravaggio per portarlo al Villa Valle, facendolo diventare uno dei calciatori fondamentali dell’ascesa giallorossa, e anche questo per chi scrive è qualcosa di bello.

Sappiamo che qualcuno tra i tifosi biancorossi lo rimpiange, perché Francesco oltre a essere un difensore dai piedi raffinati, di quelli che escono dalla difesa con la testa alta e la palla incollata al piede, pronto a impostare, è anche un ragazzo d’oro, simpatico, sorridente, umile, con addosso la costante voglia di migliorarsi pur essendo fortissimo. Centrale col vizietto del gol, e Pennesi del Pontisola (battuto domenica) ne sa qualcosa, numero 44 sulle spalle, classe e tecnica forgiata dal settore giovanile dell’Uso Calcio, altezza, determinazione, grinta, insomma tutto quello che deve avere in questo momento un centrale difensivo per essere uno dei pochi che spostano gli equilibri nei big match.

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L’anno passato protagonista assoluto della cavalcata del Villa Valle, dopo le positive esperienze giovanili con la maglia del Caravaggio (titolare in Serie D a vent’anni), Francesco Del Carro è nel momento migliore della sua carriera. Domenica ha giocato da dio, “di gran lunga il migliore in campo” nella vittoriosa sfida di Coppa Italia dei giallorossi contro il Pontisola, “preciso in difesa, letale nel gioco aereo, pedina imprescindibile per la formazione di mister Mussa”.

Tre curiosità appena fuori dal pallone: Francesco il lunedì è il primo ad arrivare in edicola per sapere il voto che gli abbiamo affibbiato, ha un fratello, gemello, Andrea, centrocampista, anche lui di grande valore, con cui ha condiviso l’esperienza a Caravaggio, il papà fa il barbiere a Pagazzano e i compagni del nostro centrale difensivo ne sanno qualcosa. Del Carro, oltre a essere il difensore dei sogni in Serie D, si dice sia anche un ottimo parrucchiere.

Matteo Bonfanti

 
1-3-3-1-3 LE ORIGINI DI UNA PASSIONE
 
Aldo mi ha chiesto di scrivere qualche riga sul sistema 1- 3-3-1-3 e, per il rapporto di stima ed amicizia che ci lega, non potevo mancare. Servirebbero centinaia di pagine per affrontare tutti gli aspetti inerenti a questo argomento quindi mi limitero’ ad una breve presentazione del sistema che ho scelto di schierare nelle 2 partite di play-out Lega Pro 2016\17 con il Lumezzane, contro il Teramo.
 
É il dicembre 2011 e la Universidad de Chile vince la Copa Sudamericana con un percorso straordinario. La squadra è allenata da un curioso allenatore… Jorge Sampaoli.
Guardo le partite, le registro, le studio e le riguardo fino allo sfinimento rimanendo estasiato da una idea di calcio che mai avevo visto prima… Una squadra che esprime sviluppi offensivi tanto essenziali, quanto efficaci e che era in grado di garantire una pressione sul portatore impressionante, facilitata dalla naturale collocazione dei giocatori sul campo.
 
Attraverso internet apprendo che la scuola è quella di Marcelo Bielsa e allora mi informo , cerco di capire meglio le origini di questo sistema. L’idea consiste nella formazione in campo di triangoli in continuo mutamento e nella naturale predisposizione dei giocatori ad accorciare in avanti.
Mettere in pratica un concetto simile mi sembra una follia,  finchè nell’agosto 2013 mi viene proposto da Luciano Zanchini di allenare la formazione Under 17 della Cremonese con questo modulo.  Ero da poco rientrato in Italia dopo un periodo in Australia dove avevo sempre allenato con il sistema 1- 4-3-3, sviluppando le  mie convinzioni difensive abbinate a quelle offensive del modello zemaniano.
Ricordo una settimana di full immersion con Luciano davanti alla lavagna a simulare ogni tipo di possibile situazione per cercare di capire  cosa lui volesse nelle varie fasi di non possesso che, con un sistema simile, presentano delle situazioni di difficilissima soluzione, se si è abituati a ragionare con tutti gli altri sistemi. Al contrario la fase di possesso diventa una gioia e un momento di grande gratificazione perché consente soluzioni infinite.    
 
Il modulo prevede portiere, 3 difensori, 1 metodista, 2 interni di grande corsa, 1 giocatore sotto una punta centrale e 2 esterni d’attacco che lavorano in grande pressione offensiva e in attacco preventivo sul lato forte.
L’assenza di giocatori difensivi che agiscano sull’ esterno è la situazione più difficile da comprendere se non si cambia mentalità. 
Il più grande equivoco di questo sistema consiste nell’ adattare l’attaccante esterno a “quinto” della linea. Così facendo si torna in un attimo ad un tradizionale 3-5-1-1 e allora si rompono le catene, i triangoli e i rombi… La chiave è pensare 1-3-3-1-3 e giocare 1-3-3-1-3 con una interpretazione totale del modulo, assegnando compiti precisi ad ogni singolo giocatore e codificando in maniera chiara i rapporti tra i giocatori dello stesso reparto e le interazioni tra linee differenti, che ovviamente variano a seconda del modulo avversario ma senza mai perdere di vista i principi fondamentali di concentrazione e scaglionamento dei giocatori all’interno del sistema.
 
Una sfida affascinante, con molte incognite ma ricca di soluzioni…
3-3-1-3 colori

E’ finita quando è finita…..i nostri sogni non finiscono mai. Grazie Mauro.

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É stata un’avventura straordinaria con un finale amaro che non può cancellare quello che abbiamo vissuto in questi 4 mesi
Le stesse parole che uscivano dalle nostre bocche contemporaneamente per sottolineare un errore o una giocata positiva sono il segnale di una condivisione totale delle nostre visioni del calcio e della vita…
Ridere e piangere insieme, significa fare le cose con tutta l’energia possibile e tutto l’amore per questo gioco straordinario
Mi hai sempre sostenuto con amicizia e rispetto, restando un passo indietro con grande umiltà e allo stesso modo, penso di aver ricambiato la mia stima nei tuoi confronti, lasciandoti esprimere le tue grandi qualità
Un giorno anche noi avremo la possibilità di realizzare i nostri sogni, perchè smettere di sognare vuol dire smettere di vivere
Ricostruire uno spogliatoio dilaniato, ridare fiducia a dei ragazzi impauriti, conquistare la fiducia e la stima, farsi volere bene da tutti quelli che hanno lavorato con noi dimostrando, educazione, rispetto, determinazione, fiducia nel lavoro e professionalità costante anche quando, momenti difficilissimi lo hanno reso molto complicato.
Nei momenti di sconforto ho trovato un amico capace di ascoltarmi e sostenermi regalandomi abbracci che valevano più di mille parole… perchè è stata dura, durissima, ma non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta amico mio…
È stato un onore averti al mio fianco.

Sono sempre i sogni a dare forma al mondo
Con amicizia, Mauro Bertoni

Fonte profilo facebook Cipe Sessantanove