Costruzione e applicazione di un metodo di allenamento

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Quando lavoriamo con un gruppo di persone, come nel caso di una classe di studenti, un gruppo di dipendenti di un’ azienda o, come nel nostro caso, di una squadra di calcio, non possiamo non tener conto di alcuni aspetti fondamentali quali: la formazione, il processo di apprendimento e il metodo che utilizziamo per raggiungere i nostri obiettivi. Nella formazione dei nostri calciatori è fondamentale che ci sia una partecipazione sentita, quindi un coinvolgimento emotivo che provochi un’ emozione positiva in loro in modo da favorire il processo di apprendimento che funziona sostanzialmente in due modi: a blocchi o per associazione, e da qui nasce la diatriba analitico o situazionale. Il metodo è la strada, come e in che modo voglio allenare la squadra.

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Immaginate di avere un cursore che scorre all’interno delle due frecce dove il massimo per noi è rappresentato dalla parte di destra. La strada è molto ampia e tutto ciò che risponde a questi canoni è coerente con il metodo, naturalmente più ci si sposta verso  destra e maggiore è la qualità della proposta. La nostra difficoltà come allenatori è valutare la risposta dei giocatori rispetto alla proposta fatta e modulare le richieste successive.

I tre macro principi sono spazio, tempo e condizione numerica che determinano le scelte del giocatore sia in fase di possesso che in non possesso, all’ interno del ciclo del gioco che comprende cinque fasi: costruzione, gestione, finalizzazione, reazione alla palla persa e fase difensiva organizzata.

La programmazione del lavoro settimanale deve essere totalmente funzionale al tipo di gara che vogliamo sviluppare. Per esempio, se affrontiamo un avversario che gioca con due attaccanti la fase di costruzione sarà sviluppata attraverso dei lavori di 4 vs 2 o per essere più precisi un 3-1 vs 2. Oppure, in base a come ti viene a prendere la squadra avversaria e che densità crea nella zona della palla, andremo a privilegiare lavori per la ricerca del lato debole. La tecnica analitica viene inserita nelle fasi di riscaldamento per  permettere ai giocatori di lavorare su smarcamento e ricezione con l’ ausilio di un avversario semi attivo che mi permette di riconoscere una situazione e in questa fase è molto importante che il passaggio sia spinto e preciso.

Nel video sopra possiamo notare come alcuni dei principi citati precedentemente vengano applicati anche in gara. Il giocatore che conduce palla capisce che lo spazio e la condizione numerica non sono favorevoli quindi “chiuso torna” per andare alla ricerca dello spazio utile. Successivamente si vede bene la costruzione 3-1 vs 2 con il play che in questo caso riceve dal terzo uomo (esercitazione di tecnica analitica) per giocare sul lato debole della squadra avversaria. 

Nel secondo video, la costruzione fatta con pazienza ha lo scopo di allungare e dilatare le maglie della squadra avversaria (attrarre giocatori avversari per avere maggiore spazio utile da attaccare).

Dopo la prima fase si nota come vengano superati sette giocatori e ci sia la possibilità di attaccare la linea con una netta differenza di velocità nelle diverse zone di campo. La comprensione dei giocatori rispetto al tipo di proposta che noi stiamo sviluppando è determinante e permette di scegliere e trovare soluzioni in base alla situazione che stanno vivendo nella gara. Il nostro compito durante l’allenamento è spiegare e far vedere la varie possibiltà che si creano in relazione ai movimenti dell’avversario.

Voglio ringraziare Edgardo Zanoli già Coordinatore Tecnico dell’A.C. Milan per l’aiuto nella programmazione e per la realizzazione pratica di questo metodo di lavoro.

Aldo Nicolini 

Asd Virtus Aurora Travagliato Calcio

 

Ieri sera seduta di training formativo per i mister del nostro settore giovanile
Grazie ad Aldo Nicolini per la lezione di tecnica e tattica
Speriamo sia l’inizio di una collaborazione e di buon auspicio per la nuova stagione

https://aldonicoliniallenatore.wordpress.com/2014/05/09/video-la-pressione-dei-centrocampisti/

 

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Mondiale femminile, il mental coach di Barbara Bonansea: “Non mi sorprende, talento autentico”

Mondiale femminile, il mental coach di Barbara Bonansea: “Non mi sorprende, talento autentico”

“Barbara è sicuramente una predestinata. Lo è sempre stata. Il suo percorso calcistico in realtà è stato costellato da prestazioni super nel momento giusto. Non mi stupisce quindi che sia stata proprio la sua determinazione a fare la differenza”. Parola di coach. Anzi, il mental coach. Quello che Barbara Bonansea ha conosciuto tre anni fa, quando giocava ancora nel Brescia, e con il quale ha intrapreso un percorso parallelo a quello calcistico per lavorare su quegli aspetti di sé che proprio non riusciva più a far migliorare.

“Barbara Bonansea è la testimonial ideale del coaching attitudinale a cui mi ispiro” spiega Stefano Pigolotti, che sull’attaccante azzurra impegnata al Mondiale di Francia assicura: “E’ talmente autentica che anche quando si trova sotto i riflettori, è se stessa. Forse cambia solo la modalità comunicativa ma il sentimento, la lealtà e la forza che fa trasparire connotano la sua reale essenza”.

Barbara è la giocatrice del momento dopo le due reti messe a segno all’esordio mondiale delle azzurre, specie per coloro che il calcio femminile lo conoscono poco. Anche perché – come buona parte del gruppo azzurro – va ricordato che vanta già un palmarés piuttosto ricco (quattro Scudetti, tre Coppe Italia, tre Supercoppe e due titoli nazionali Primavera).

“Credo sia calcisticamente un portento non solo per le attitudini tecniche, tattiche e fisiche, ma soprattutto per la convinzione mentale con cui esprime la consapevolezza di ciò che si può permettere e di ciò che deve potenziare – spiega Pigolotti -. I momenti significativi di una calciatrice avvincente come Barbara sono veramente tanti. Credo di poterli identificare, oltre alle tante vittorie, nel trasferimento a Brescia e il successivo trasferimento alla Juventus e ovviamente la storica qualificazione alle fasi finali di questo Mondiale”.

Il successo delle azzurre al fotofinish contro l’Australia, che hanno regalato i primi tre punti del girone Mondiale, aumenta la positività nel gruppo per il prosieguo? Pigolotti non ha dubbi: “Sicuramente sì. Anche se dietro a questo entusiasmo derivante da un risultato inaspettato, potrebbe nascondersi l’insidia dell’appagamento. In realtà così non sarà per due ordini di motivi: il primo è che le ragazze hanno creato un gruppo formidabile e soprattutto molto maturo, capace di rialzarsi nei momenti di difficoltà e, allo stesso tempo, di evitare facili esaltazioni distraenti; il secondo è da ricercarsi nella sapiente guida tecnica di Milena Bertolini che ha saputo conferire a questa Nazionale stimoli, flessibilità e coerenza”.

Il mental coach segue da qualche anno anche Cristiana Girelli, anche lei colonna portante della spedizione azzurra in Francia. “Ha tra le sue caratteristiche la capacità di essere sempre decisiva. E’ anche grazie a un suo goal che abbiamo staccato il pass per essere qui oggi insieme a una Nazione intera ad emozionarci – conclude Stefano Pigolotti -. Cristiana ha una sensibilità e una dedizione tipiche del vero leader e, se anche non segna, mi permette ogni volta che guardo una partita in cui lei gioca di essere certo di non aver sprecato ne il tempo ne i soldi del biglietto. Come si dice dalle nostre parti, è nata pronta. Aspettiamoci quindi, ancora una volta, grandi cose anche da lei”. Parola di coach. Anzi, di mental coach.

Da Allenaremania

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Last name: Nicolini 
First name: Aldo 
Birth date​: 25/08/1968 ( 50 y.o.)
Birth country: Italy
Passport Country: Italy
Licence : UEFA A

ALDO NICOLINI titolare del sito https://aldonicoliniallenatore.wordpress.com/

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Chi sono

Buonasera a tutti i lettori del portale allenaremania.com

Con grande orgoglio ufficializziamo un grande acquisto per quanto riguarda lo staff dei collaboratori del sito.

Si tratta di Aldo Nicolini. Tecnico con abilitazione Uefa A.

Ha iniziato l’attività di allenatore all’età di 25 anni partendo dalla scuola calcio dell’A.C.Lumezzane, che militava nei professionisti; di anno in anno prosegue nelle varie categorie giovanili fino a passare agli allievi del Brescia Calcio e successivamente alla primavera della’U.S. Cremonese dove dopo alcuni mesi viene chiamato in prima squadra come collaboratore tecnico e preparatore atletico in categorie importanti come la C1 e la serie B.

In quel periodo cresce molto dal punto di vista professionale allenando giocatori importanti e affiancando allenatori capaci dai quali cerca di recepire tanti particolari e piccoli segreti affinando la sua cultura del lavoro.

Fu Luciano Zanchini ,già vice di Cesare Prandelli a Venezia e Verona, a spingerlo a diventare capo allenatore vedendo in lui le caratteristiche tecnico tattiche e di leadership necessarie per la conduzione di una prima squadra. La doppia professione di docente e allenatore esercitata in questi anni gli ha permesso di sviluppare competenze trasversali importanti da mettere al servizio del gruppo di lavoro. Da sempre riprende allenamenti e partite, dai quali ritaglia alcuni video che allega come link; che successivamente riguarda per cercare di migliorare i particolari individuali e di reparto.

Allenare per lui oggi è diventato uno stile di vita che gli permette di crescere come persona.

BENVENUTO MISTER

Mister Nicolini inoltre gestisce un suo blog personale:
aldonicoliniallenatore.wordpress.com

CV:
Il mio percorso.

VIDEO TECNICA :
principi di fase offensiva 
Fase difensiva
La pressione dei centrocampisti
Uno contro uno
Panchina d’oro

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Serie D. Forza, tecnica e determinazione: sipario su Francesco Del Carro del Villa Valle, il difensore più forte del momento

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Fonte Bergamo&sport

Intanto Francesco Del Carro  è un nostro lettore,  uno che s’informa sulla partita giocata il giorno prima, attento ai giudizi che gli diamo, che raramente lo fanno arrabbiare visto che è quasi sempre sopra il sette in pagella, quindi il fatto che sia il giocatore più forte e più in forma dell’intera truppa bergamasca in Serie D fa ancora più piacere. C’è anche che il ragazzotto classe 1993 è una scommessa stravinta dal ds Monaci, che nel settembre del 2016 lo ha strappato al Caravaggio per portarlo al Villa Valle, facendolo diventare uno dei calciatori fondamentali dell’ascesa giallorossa, e anche questo per chi scrive è qualcosa di bello.

Sappiamo che qualcuno tra i tifosi biancorossi lo rimpiange, perché Francesco oltre a essere un difensore dai piedi raffinati, di quelli che escono dalla difesa con la testa alta e la palla incollata al piede, pronto a impostare, è anche un ragazzo d’oro, simpatico, sorridente, umile, con addosso la costante voglia di migliorarsi pur essendo fortissimo. Centrale col vizietto del gol, e Pennesi del Pontisola (battuto domenica) ne sa qualcosa, numero 44 sulle spalle, classe e tecnica forgiata dal settore giovanile dell’Uso Calcio, altezza, determinazione, grinta, insomma tutto quello che deve avere in questo momento un centrale difensivo per essere uno dei pochi che spostano gli equilibri nei big match.

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L’anno passato protagonista assoluto della cavalcata del Villa Valle, dopo le positive esperienze giovanili con la maglia del Caravaggio (titolare in Serie D a vent’anni), Francesco Del Carro è nel momento migliore della sua carriera. Domenica ha giocato da dio, “di gran lunga il migliore in campo” nella vittoriosa sfida di Coppa Italia dei giallorossi contro il Pontisola, “preciso in difesa, letale nel gioco aereo, pedina imprescindibile per la formazione di mister Mussa”.

Tre curiosità appena fuori dal pallone: Francesco il lunedì è il primo ad arrivare in edicola per sapere il voto che gli abbiamo affibbiato, ha un fratello, gemello, Andrea, centrocampista, anche lui di grande valore, con cui ha condiviso l’esperienza a Caravaggio, il papà fa il barbiere a Pagazzano e i compagni del nostro centrale difensivo ne sanno qualcosa. Del Carro, oltre a essere il difensore dei sogni in Serie D, si dice sia anche un ottimo parrucchiere.

Matteo Bonfanti

E’ finita quando è finita…..i nostri sogni non finiscono mai. Grazie Mauro.

L'immagine può contenere: 2 persone, persone in piedi e spazio all'aperto

É stata un’avventura straordinaria con un finale amaro che non può cancellare quello che abbiamo vissuto in questi 4 mesi
Le stesse parole che uscivano dalle nostre bocche contemporaneamente per sottolineare un errore o una giocata positiva sono il segnale di una condivisione totale delle nostre visioni del calcio e della vita…
Ridere e piangere insieme, significa fare le cose con tutta l’energia possibile e tutto l’amore per questo gioco straordinario
Mi hai sempre sostenuto con amicizia e rispetto, restando un passo indietro con grande umiltà e allo stesso modo, penso di aver ricambiato la mia stima nei tuoi confronti, lasciandoti esprimere le tue grandi qualità
Un giorno anche noi avremo la possibilità di realizzare i nostri sogni, perchè smettere di sognare vuol dire smettere di vivere
Ricostruire uno spogliatoio dilaniato, ridare fiducia a dei ragazzi impauriti, conquistare la fiducia e la stima, farsi volere bene da tutti quelli che hanno lavorato con noi dimostrando, educazione, rispetto, determinazione, fiducia nel lavoro e professionalità costante anche quando, momenti difficilissimi lo hanno reso molto complicato.
Nei momenti di sconforto ho trovato un amico capace di ascoltarmi e sostenermi regalandomi abbracci che valevano più di mille parole… perchè è stata dura, durissima, ma non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta amico mio…
È stato un onore averti al mio fianco.

Sono sempre i sogni a dare forma al mondo
Con amicizia, Mauro Bertoni

Fonte profilo facebook Cipe Sessantanove

BRESCIA CALCIO FEMMINILE GIOVANISSIME

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Le Giovanissime impattano invece 2-2 sul campo dell’Inter non riuscendo a conservare per due volte il vantaggio raggiunto: Galli finalizza al meglio un’azione corale per la rete che sblocca la gara, Micheli sfiora il raddoppio poco dopo con le nerazzurre che raggiungono l’1-1 su calcio d’angolo. Ad inizio ripresa giunge il 2-1 di Olivini con un gran tiro dalla distanza, ma l’Inter riesce nuovamente a pareggiare con Merlotti che sfrutta una disattenzione centrale della difesa biancoblu e deposita in rete dopo aver scartato anche l’estrema bresciana. Con questo pareggio il Brescia è però campione d’inverno proprio con un punto di vantaggio sull’Inter seconda.
INTER – BRESCIA 2-2
INTER:
Polloni, Fortunati, Maroni (14’ st Vacchini), Pasquali (12’ st Gentile), Del Contrasto, Merlotti, Carravetta (4’ st Zulli), Costa, Carlucci (8’ st Di Bella Di Santa), Pastrenge, De Zen. A disp.: Centragolo, Borghi.
BRESCIA: Cancarini (35’ st Zanaglio), Olivini (21’ st Pellegrini), Gallesi, Nicolini, Miglio, Rizzioli, Algisi (25’ st Licari), Paris (33’ st Zappa), Galli, Farina, Micheli (17’ st Lanzeni). All.: Mazzola.
MARCATRICI: 14’ pt Galli, 22’ pt Del Contrasto; 6’ st Olivini, 16’ st Merlotti.
AMMONITE: Olivini, Merlotti.