Pirlo si racconta…….

Andrea Pirlo

Infine la Juve e a quel punto i pensieri di Pirlo si infiammano tradendo una passione per i colori bianconeri difficilmente immaginabili 24 mesi fa. Grande merito del suo entusiasmo verso la Vecchia Signora va ad Antonio Conte che sin dal primo giorno di ritiro a Bardonecchia pungolò l’orgoglio della squadra e pose le basi per due anni al massimo. Andrea racconta di allenamenti undici contro zero come il grande Milan di fine anni ’80:

“Se Arrigo Sacchi era un genio, allora lui cos’è? Mi aspettavo uno bravo, ma non così bravo. Pensavo a un allenatore con tanta grinta e altrettanto carisma, invece ho scoperto che anche tatticamente e tecnicamente ha da insegnare a molti suoi colleghi”.

Un allenatore, Conte, con tanta grinta, a volte forse pure troppa:

“Tornassi indietro, solo una cosa non rifarei: scegliere il posto vicino a Buffon dentro il nostro spogliatoio allo Juventus Stadium, esattamente davanti alla porta d’ingresso. È il punto più pericoloso di tutta Torino, soprattutto tra il primo e il secondo tempo delle partite. Nell’intervallo Conte entra e, anche quando stiamo vincendo, lancia contro il muro – e quindi contro il mio angolino – tutto quello che trova. Diventa una bestia. Non si accontenta mai, c’è sempre un dettaglio che non gli va a genio, vede in anticipo ciò che può succedere nei successivi quarantacinque minuti

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